L’errore più comune nella gestione dell’acqua piovana che ne causa il deterioramento rapido risiede principalmente nella mancanza di un’adeguata filtrazione e pulizia durante la raccolta e lo stoccaggio. Questo problema si manifesta sia a livello domestico sia in sistemi più grandi ed è spesso sottovalutato da chi si approccia per la prima volta alla raccolta dell’acqua piovana.
Le cause della contaminazione e del deterioramento
L’acqua piovana è una risorsa preziosa, ma la sua qualità dipende strettamente dalla modalità con cui viene raccolta e conservata. Un aspetto particolarmente critico è la presenza di detriti organici e inquinanti che, se non filtrati adeguatamente, finiscono nei serbatoi di raccolta. La mancata rimozione di foglie, polveri, escrementi animali e materiali depositati sul tetto o nelle grondaie porta a fenomeni di stagnazione e al proliferare di batteri e alghe, rendendo l’acqua maleodorante, torbida e infine inutilizzabile per gran parte degli impieghi previsti, compresi quelli per l’irrigazione o per scarichi non potabili.
Tra i principali errori che aggravano il rischio di marcitura si evidenziano:
- Utilizzo di contenitori non idonei per lo stoccaggio, spesso realizzati con materiali reattivi o non alimentari o addirittura senza copertura, che favoriscono la crescita di microorganismi e la penetrazione di agenti esterni.
- Pulizia inadeguata sia dei serbatoi sia delle superfici di raccolta (tetti, grondaie), che permette ai contaminanti di entrare nel sistema con estrema facilità.
- Assenza di sistemi di filtrazione o filtri insufficienti, che non trattengono particelle solide e inquinanti organici presenti nell’acqua piovana raccolta dai tetti o altre superfici.
Conseguenze del mancato trattamento dell’acqua piovana
L’acqua stagnante arricchita di sostanze organiche e detriti va incontro a una rapida decomposizione ad opera di batteri e funghi. Questo processo di decomposizione in ambienti chiusi e scarsamente aerati porta alla formazione di composti come ammoniaca e solfuri, responsabili dei cattivi odori e del colore scuro che spesso assume l’acqua marcita. Un deposito di acqua piovana lasciato incustodito, magari senza una copertura efficace, può diventare in poche settimane un focolaio di zanzare e altri insetti.
La conseguenza diretta di tali errori è la perdita del potenziale utilizzo dell’acqua raccolta e, nei casi peggiori, il rischio di contaminazione chimica e biologica che può rendere quella risorsa inutilizzabile anche per scopi non potabili.
Strategie per evitare la marcitura: buone pratiche gestionali
Per evitare che l’acqua piovana marcisca rapidamente è fondamentale porre attenzione a una serie di azioni preventive:
- Pulizia regolare dei tetti e delle grondaie: prima di ogni stagione delle piogge, eliminare detriti, foglie, polline e altri materiali che si possono accumulare sulle superfici di raccolta. Questo semplice gesto riduce notevolmente la carica organica che finirà nei serbatoi.
- Installazione di sistemi di filtrazione multipla: prevedere filtri a griglia grossolana all’ingresso dei collettori e filtri a cartuccia o a sabbia per le particelle più sottili. Una filtrazione efficace previene l’ingresso della maggior parte dei contaminanti solidi e riduce la materia organica nell’acqua.
- Utilizzo di contenitori idonei e ben coperti: serbatoi di materiale adatto all’acqua potabile, sempre con coperchi ben aderenti, evitano l’ingresso di luce solare (che stimola la crescita di alghe), polvere e animali. Una copertura efficace riduce anche l’evaporazione e l’inquinamento esterno.
- Programma di manutenzione regolare: è fondamentale svuotare e pulire i serbatoi almeno una volta all’anno, rimuovendo eventuali depositi di fanghi o sedimenti dal fondo. I filtri vanno puliti e sostituiti con la frequenza indicata dal produttore o in base al livello di sporco riscontrato.
- Gestione dei volumi e del ricircolo: evitare di lasciare acqua stagnante per mesi. Se non si prevede un utilizzo rapido, considerare piccoli sistemi di ricircolo che mantengano una leggera ossigenazione oppure utilizzare l’acqua raccolta entro tempi ragionevoli.
Errori da evitare nella progettazione dei sistemi
Oltre alla fase operativa, la progettazione dei sistemi di raccolta riveste un ruolo chiave. Sottodimensionare i serbatoi rispetto alle precipitazioni attese significa sovraccaricare il sistema con più acqua di quanta si possa effettivamente gestire e trattare, aumentando il rischio di ristagno, traboccamenti e perdita di controllo sulla qualità dell’acqua raccolta. Un altro errore importante è l’assenza di un piano di manutenzione specifico che preveda monitoraggi periodici e interventi tempestivi su ogni elemento dell’impianto, dai filtri ai controlli di overflow.
Vanno inoltre evitati altri errori ricorrenti, quali:
- Routing di riutilizzo inadeguato: impiegare la stessa acqua per usi incompatibili con la qualità disponibile. Ad esempio, utilizzare acqua non filtrata per irrigazione a goccia può ostruire l’impianto stesso.
- Mancanza di filtri all’ingresso: nessun sistema, per quanto nuovo e avanzato, può garantire la qualità dell’acqua se si trascurano i filtraggi primari e secondari, soprattutto nella raccolta da tetti e superfici esposte all’ambiente esterno.
- Accumulo eccessivo di acqua senza utilizzo: ammassare acqua piovana nei periodi di bassa domanda, lasciandola stagnante troppo a lungo, accelera la degradazione organica e i fenomeni di marcitura.
Implicazioni per l’ambiente e la salute
La raccolta dell’acqua piovana rappresenta una scelta ecologica ed economica, ma solo se associata a una gestione responsabile e informata. Errori nella filtrazione e pulizia non solo riducono l’efficacia del recupero idrico, ma possono contribuire all’inquinamento e alla proliferazione di microrganismi patogeni per l’uomo e per le piante, oltre che favorire la presenza di insetti vettori di malattie.
In altri casi, la presenza di acqua piovana non controllata può portare, se impiegata per scopi alimentari o nell’allevamento, alla diffusione di sostanze chimiche o metalli provenienti dai tetti, come piombo e zinco, sottolineando l’importanza di analisi periodiche e controlli specifici dove necessario.
In conclusione, la consapevolezza e la corretta gestione del sistema di raccolta dell’acqua piovana – con attenzione a ogni fase, dalla pulizia delle superfici alla manutenzione dei serbatoi e al monitoraggio della qualità – sono l’unica garanzia per benefici duraturi e sostenibili, senza rischi di marcitura e deterioramento della risorsa.