Allerta massima: ecco i primi 10 sintomi di una trombosi cerebrale da riconoscere subito

La trombosi cerebrale è una patologia neurologica di estrema gravità, caratterizzata dall’occlusione dei vasi sanguigni cerebrali da parte di un coagulo (trombo), con conseguenze potenzialmente letali o altamente invalidanti. Il fattore chiave per ridurre i danni cerebrali permanenti è la tempestività del riconoscimento dei sintomi e l’intervento medico immediato. Saper individuare già dai primi segnali la possibilità di un’ostruzione vascolare permette di aumentare significativamente le possibilità di recupero e diminuire la mortalità. Ma quali sono i segni clinici più precoci e insidiosi che devono sospingere a chiamare subito i soccorsi?

I sintomi da osservare subito: il ruolo della tempestività

La trombosi a carico dei seni venosi cerebrali o di altri distretti intracranici si manifesta con una sintomatologia altamente variabile, poiché tutto dipende dalla posizione del trombo e dal grado di ostruzione del flusso sanguigno encefalico. Tuttavia, esistono alcuni segni ricorrenti che, se colti precocemente, possono fare la differenza fra la vita e la morte.

  • Mal di testa improvviso e severo: In oltre il 90% dei casi il sintomo d’esordio è un dolore cefalico acuto, spesso definito come “il peggior mal di testa mai provato”. Può insorgere all’improvviso o aggravarsi progressivamente nel giro di poche ore, senza risposta ai comuni analgesici.
  • Disturbi della vista: Si possono presentare visione offuscata o doppia, perdita parziale della vista, difficoltà a mettere a fuoco. Talvolta questi sintomi derivano dall’aumento della pressione intracranica che comprime i nervi ottici.
  • Nausea e vomito “inspiegati”: Una nausea persistente e vomiti ripetuti, non associati ad altre condizioni gastrointestinali note, sono suggestivi di un’acuta compromissione del sistema nervoso centrale.
  • Confusione mentale o perdita di coscienza: L’alterazione dello stato di coscienza si può manifestare con sonnolenza, disorientamento, delirio o addirittura perdita completa dei sensi.
  • Deficit neurologici focali: Manifestazioni come debolezza improvvisa o paralisi parziale di un braccio o gamba (emiparesi), diminuzione della sensibilità a un lato del corpo, oppure difficoltà a eseguire movimenti fini.
  • Difficoltà nel parlare: Si parla di afasia quando è impossibile articolare parole, parlare in modo comprensibile o scrivere correttamente. Talvolta possono comparire balbuzie o frasi sconnesse.
  • Crisi epilettiche (convulsioni): In alcuni casi, specie se il trombo interessa aree cortico-sottocorticali, la trombosi causa convulsioni generalizzate o parziali. Il paziente può perdere il controllo motorio, irrigidirsi, avere scosse muscolari o manifestare movimenti involontari.
  • Svenimento: Un improvviso episodio di perdita di coscienza (sincope) può essere ricondotto a un’interruzione del passaggio di sangue e ossigeno a determinate aree cerebrali.
  • Vertigini e instabilità: Incertezza nella deambulazione, perdita dell’equilibrio e vertigini invalidanti, soprattutto se accompagnate da uno degli altri sintomi elencati, vanno considerate molto sospette.
  • Alterazione delle pupille: In caso di coinvolgimento dei nervi cranici, si possono osservare anisocoria (differenza di dimensioni fra le pupille), reattività alterata alla luce o deviazione dello sguardo.

I segnali di peggioramento: cosa non sottovalutare

Non tutti i sintomi insorgono contemporaneamente: spesso uno solo, come il mal di testa molto intenso, precede di poche ore altri segni più gravi. Bisogna agire tempestivamente se si presentano:

  • Calo improvviso del livello di coscienza
  • Perdita di forza o sensibilità a un lato del corpo
  • Improvvisa incapacità a verbalizzare o comprendere frasi semplici
  • Convulsioni di nuova insorgenza

Il rischio di danni cerebrali permanenti aumenta con il passare delle ore; la regola d’oro è non attendere la comparsa di più segni: un singolo sintomo “atipico”, se comparso improvvisamente, merita una valutazione urgente in ospedale.

Le cause e i fattori predisponenti

Sebbene la manifestazione clinica sia la stessa – cioè la formazione di un trombo in un vaso sanguigno cerebrale – le cause possono variare:

  • Disturbi della coagulazione, sia congeniti che acquisiti
  • Uso di contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva
  • Infezioni sistemiche e setticemie
  • Traumi al cranio
  • Interventi neurochirurgici recenti
  • Malattie autoimmuni
  • Sedentarietà prolungata (esempio: lunghi viaggi in aereo)

Alcune condizioni incrementano il rischio nell’età adulta e nella terza età, ma la trombosi può purtroppo colpire anche bambini e giovani adulti, specie in presenza di predisposizione genetica.

Diagnosi, trattamento e importanza della prevenzione

Quando si sospetta una trombosi venosa cerebrale, la diagnosi si basa principalmente su:

  • Tomografia computerizzata (TC) senza e con mezzo di contrasto per evidenziare raccolte ematiche e alterazioni vascolari
  • Risonanza magnetica cerebrale (RMN) per evidenziare precocemente le aree ischemiche o emorragiche
  • Analisi del sangue per valutare la presenza di infiammazione, infezione o alterazioni della coagulazione

In base alla gravità e alla causa il trattamento può comprendere:

  • Somministrazione di anticoagulanti e trombolitici per sciogliere il coagulo
  • Gestione delle crisi epilettiche per via farmacologica
  • Monitoraggio intensivo delle funzioni vitali
  • Trattamento specifico delle cause sottostanti (infezioni, malattie autoimmuni, traumi)

È fondamentale sottolineare che la prevenzione dei fattori di rischio (controllo della pressione arteriosa, riduzione della sedentarietà, attenzione ai farmaci che aumentano il rischio trombotico) riduce drasticamente il rischio individuale.

L’identificazione precoce dei primi sintomi e la conoscenza approfondita dei “campanelli d’allarme” sono l’arma più efficace contro la trombosi cerebrale. Una cultura sanitaria orientata all’informazione può salvare centinaia di vite ogni anno, limitando le conseguenze più gravi di una delle patologie neurologiche più insidiose e drammatiche dell’era moderna.

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